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4月25日
| Fuochi d'artificio |
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Il buio è profondo, alberi cupi si piegano verso l'asfalto bagnato chiudendo l'orizzonte.
All'improvviso appare un bagliore rotondo di assoluta bellezza alto nel cielo di fronte
un caleidoscopio di luci che si allarga in toni di blu, indaco e viola.
E' un attimo, poi una cascata di piccoli argenti e tutto s'infrange , si spegne.
Ammutolisce la malinconia, rimane lo stupore:
una nuova meraviglia
accanto a una nevicata di fiori d'acacia al ricordo del mio bimbo in braccio che "appiccica" la luna in cielo per non lasciarla cadere,
a questa dolce amicizia, che, inaspettata e profonda, inconsapevole mi risveglia da un lungo sonno senza sogni simile a una morte interiore.
E mi ritrovo a riaprire le ali intorpidite delle mie parole
con gli occhi sbarrati davanti ai fuochi d'artificio di un piccolo paese in una notte di pioggia.
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| Ogni giorno, amico |
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Ogni giorno trovato è un dono degli dei ; ignoto come la sorte distribuisca i favori. Eri giovane, ancora... capelli al vento, sigaretta in bocca, paranoico quanto basta a rendere la vita una commedia; eri amico, senza memoria e senza boria. Poi, solo e in silenzio, ti sei arreso al destino, hai varcato la soglia: resta di te un'immagine che il rapido tempo scolora. Voglio ricordarti così, bisbetico e testardo come un mulo. | | 4月23日 "A"Come Amore, "A"Come Amicizia, dei due preferiamo proprio la"A". "A"Come Azzurro come il cielo nei tuoi occhi. "A" Ancora, ancora la nostra amicizia che per sempre sarà.
Ti vedo nitida nella mia mente dentro la mia fantasia, bella, viva vedo le colline primaverili sento l'odore della campagna lo schiamazzo degli animali, ti vedo vedo un cancello, nuovo vedo una cara vecchia macchina tedesca vedo una piccola cagna che abbaia scorrazzando in giardino e vedo finestre antiche, lucenti sento ricordi pungenti un vissuto perduto, doloroso vedo il mio passato duro, inadeguato mi vedo fantasma dentro quella cornice meravigliosa un quadro, vedo, irraggiungibile come un desiderio che i miei occhi anelano oltre la vetrina vedo una donna, cara ed è una sensazione lontana di felicità la vedo nella mia fantasia affaccendata a correre dietro gli animani che scappano la vedo e mi manca il mio tempo mi manca il mio mondo il resto inutile, sfocato, banale, insignificante il cielo azzurro culla quelle case il sole scalda quelle tegole c'è pace in quella valle c'è luce in quella donna vedo me stesso e un sorriso malinconico solca il mio volto lo squardo viaggia, lontano oltre questa collina verso quella valle vorrei essere un gabbiano che risale il fiume dal mare e raggiunge quei luoghi, stridendo ti vedo e nulla potrà togliermi tutto questo ti vedo e mi si riempe il vuoto che ho dentro lentamente allontano la mente la casa sbiadisce, la valle scolora rimane una donna, tu il tuo sguardo a volte triste a volte allegro la tua risata spengo la mia anima e ti vedo |
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Non camminare davanti a me, potrei non seguirti; non camminare dietro di me, non saprei dove condurti; cammina al mio fianco e saremo sempre amici. Anonimo cinese. | |
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Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto, quanto il ricordo di un amico, la gioia della sua confidenza o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui con assoluta tranquillità: appunto perchè amico. Conforta il desiderio di rivederlo se lontano, di evocarlo per sentirlo vicino, quasi per udire la sua voce e continuare colloqui mai finiti.
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Credo in te, amico. Credo nel tuo sorriso, finestra aperta nel tuo essere. Credo nel tuo sguardo, specchio della tua onestà. Credo nella tua mano, sempre tesa per dare. Credo nel tuo abbraccio, accoglienza sincera del tuo cuore. Credo nella tua parola, espressione di quel che ami e speri. Credo in te, amico, così, semplicemente, nell'eloquenza del silenzio.
Elena Oshiro
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